Signor Presidente, Onorevole Consigliere di Stato, Care colleghe, cari colleghi,
quando parliamo di stime immobiliari sembra sempre “solo” una questione tecnica. Numeri, percentuali, aliquote.
In realtà stiamo parlando di persone. E di un rischio molto concreto: che decisioni amministrative producano effetti automatici sulla vita dei cittadini senza che la politica se ne assuma davvero la responsabilità.
La revisione delle stime è necessaria. Nessuno lo nega. I valori devono essere aggiornati e il sistema deve restare credibile. Ma proprio perché è un atto tecnico, dobbiamo evitare che diventi un automatismo fiscale o sociale. Questo è il cuore della discussione.
L’iniziativa non promette miracoli. Dice semplicemente: fermiamoci un attimo prima che un aggiornamento tecnico diventi automaticamente più tasse o meno prestazioni.
Noi leggiamo questa iniziativa come un promemoria istituzionale: la politica deve assumersi la responsabilità delle decisioni che prende. Perché un aumento “automatico” non è una scelta politica. È una rinuncia alla politica.
Soprattutto un punto ci sta a cuore. Dietro queste discussioni non ci sono solo grandi patrimoni o grandi cifre come piace raccontare ad alcuni. Ci sono persone che vivono nella loro casa da trent’anni dopo che hanno lavorato una vita. Pensionati che accedono a prestazioni. Famiglie che ricevono riduzioni di premi.
Se il valore di stima cresce sulla carta, la loro realtà economica non cambia nello stesso istante. E allora non possiamo accettare che cambino automaticamente i loro diritti.
E concludo: neutralità nel complesso non significa privilegio per qualcuno. Significa equilibrio. Significa ricordare che il sistema fiscale e quello sociale devono muoversi insieme, con una visione complessiva e non con effetti meccanici.
Per questo noi di vanti con Ticino&Lavoro sosteniamo un approccio che protegga i cittadini dagli automatismi e rimetta al Parlamento la responsabilità delle scelte. Scelte di cui rendere conto ai cittadini.
