Signor Presidente, On. Consiglieri di Stato, colleghe e colleghi,
sul tema della natalità non esistono soluzioni semplici né bacchette magiche.
Lo dicono i dati e i rapporti scientifici, ma lo conferma anche la realtà quotidiana: misure come quelle proposte oggi possono alleviare alcuni costi, ma non incidono in modo determinante sulla scelta di avere figli.
Sul sostegno alle famiglie il Cantone non è rimasto fermo. Negli ultimi anni l’offerta di nidi sussidiati è cresciuta in modo significativo e il Consiglio di Stato prevede nei prossimi anni nuovi posti proprio nelle regioni oggi più scoperte.
Con la riforma fisco-sociale il sistema di aiuti sulle rette sostiene tutte le famiglie e arriva fino alla copertura totale per chi beneficia di prestazioni sociali. A questo si affiancano le riforme in corso a livello nazionale, che nei prossimi anni ridurranno ulteriormente il peso dei costi per le famiglie. Voteremo sulla gratuità a livello nazionale entro l’anno.
È anche per questo che non sosterremo la gratuità generalizzata dei nidi e degli extrascolastici. Non perché questi servizi non siano importanti, ma perché le risorse pubbliche vanno indirizzate dove hanno un impatto reale ed efficace.
Una politica familiare credibile deve partire da come vivono oggi le famiglie. Ed è qui che oggi il sistema si inceppa.
Per molte famiglie il passaggio più critico non è l’accesso al nido, ma l’ingresso nella scuola dell’infanzia. È qui che la conciliabilità invece di migliorare peggiora.
Pensiamo a due genitori che lavorano, magari entrambi a tempo pieno. Finché il bambino è al nido, le soluzioni sono relativamente flessibili. Con l’ingresso nella scuola dell’infanzia le giornate si accorciano, le settimane di vacanza si allungano e le alternative diventano poche. Il risultato è spesso una riduzione del tempo di lavoro, soprattutto per le madri, o il ricorso a soluzioni informali.
Se vogliamo aiutare davvero le famiglie, dobbiamo intervenire lì. Con più risorse, con un’organizzazione più aderente ai bisogni reali e con un sostegno che tenga conto dei tempi di vita e di lavoro di oggi. Investire sulla scuola dell’infanzia significa garantire continuità alla conciliabilità, non interromperla proprio quando i bambini crescono e le esigenze cambiano.
Le risorse sono limitate e serve il coraggio di fare scelte dove l’impatto è maggiore ed efficace. È una scelta di responsabilità.
È in questa direzione che, a nostro avviso, deve andare una politica familiare seria e responsabile.
