Gentile Presidente, On. Consigliere di Stato, care colleghe e colleghi,
da quando Avanti con Ticino & Lavoro siede in quest’aula, abbiamo una bussola chiara:
ogni franco pubblico va speso con efficienza, equità ed efficacia.
Tre parole semplici, ma decisive.
Il contributo di cui parliamo oggi serve, per legge, a garantire la manutenzione ordinaria e la sicurezza tecnica degli impianti di risalita, come richiesto dall’Ordinanza federale sugli impianti a fune.
Non è quindi un sussidio per nuove piste o per il turismo in generale, ma un sostegno vincolato alla gestione e alla sicurezza delle infrastrutture esistenti.
Ma oggi non discutiamo solo di impianti di risalita o di sport invernali.
Discutiamo di come il Cantone utilizza i soldi dei cittadini.
Con quali criteri, con quali controlli, con quali risultati.
Da decenni si rinnovano contributi uguali, con le stesse cifre e gli stessi meccanismi.
E dopo decenni, i bilanci restano in rosso, i capitali propri erosi, la dipendenza dai sussidi invariata.
La governance, spesso, è frammentata: società miste, debiti rinviati, strutture che cambiano nome ma non sostanza.
Il rapporto di minoranza non nega l’importanza del sostegno pubblico, chiede solo una cosa di buon senso: chiarezza, coerenza e responsabilità. Obiettivi concreti, indicatori di risultato, criteri trasparenti. E una governance unica, stabile, uguale per tutti.
Se seriamente ritenete che quello delle stazioni sciistiche è un compito pubblico allora abbiate il coraggio di trovare nuove forme: cantonalizzarle? Collaborazioni pubbliche-private? Non esistono solo i sussidi.
C’è anche un tema di metodo:
– se il credito serve per lo sport giovanile, che passi dallo sport.
– Se serve per il turismo, che passi dal turismo.
– Se serve per lo sviluppo economico, dal DFE.
Ma non tutto mescolato ogni quattro anni, come se bastasse cambiare la copertina di un dossier per risolvere i problemi.
Il futuro delle nostre stazioni non si costruisce con i contributi automatici, ma con modelli sostenibili, trasparenti e verificabili,
con regole uguali per tutti e obiettivi chiari.
Per questo, Avanti con Ticino & Lavoro sostiene il rapporto di minoranza.
Perché dire “sì” ai contributi non basta.Bisogna dire “sì” anche alla responsabilità, alla coerenza e a un uso sano, serio e giusto del denaro pubblico.
