Gentile Presidente, on. Consiglieri di Stato, Care colleghe e cari colleghi,
farò un unico intervento di pochi minuti in relazione agli emendamenti 33 e 39.

Care colleghe, cari colleghi,

Bisogna saper scegliere. Bisogna fare priorità.

Le scelte che dobbiamo fare sono dolorose. Non è colpa di Avanti con Ticino&Lavoro che in questo parlamento ci è appena entrato. Non abbiamo ancora responsabilità di governo. Ma abbiamo il senso di responsabilità.

Per questo lo ripetiamo: occorre fare delle scelte come farebbe un padre di famiglia con la testa sulle spalle.

I conti non tornano e quindi bisogna trovare il coraggio di distinguere tra ciò che è necessario, ciò che è utile e ciò che è superfluo o non ci possiamo più permettere.

So che verremo accusati di essere populisti, poco interessati a ciò che eleva l’anima, come la cosiddetta cultura alta.

Eppure, come gran parte delle famiglie ticinesi, dobbiamo metaforicamente scegliere se pagare la fattura del dentista oppure l’abbonamento a teatro. Noi di Avanti con Ticino&Lavoro non abbiamo nessun dubbio: non ci sono vacche sacre, né oggi, né mai. Il mondo della cultura deve fare i sacrifici che chiediamo a tutti gli altri. Anzi, dovrebbe farne di più.

Sono stati chiesti sacrifici agli ospedali, agli istituti per invalidi, alle case anziani, agli asili nido. Ma pare che ci sia un settore che non si può toccare: quello della cultura. Settore cui diamo più soldi dell’anno scorso, mentre letteralmente andiamo a toccare le merendine e l’educazione speciale.

In un momento di difficoltà come quello che stanno vivendo i cittadini e le imprese, il consiglio di Stato anziché avere il coraggio di chiedere sacrifici alle fondazioni culturali o ai “musei per pochi” decide pure di aumentargli i sussidi.

Nella revisione dei compiti dello Stato deve essere chiaro che certi lussi non possono più essere pagati da tutti i ticinesi. Bisognerà con grande serenità, avere il coraggio di fare delle scelte: “la cultura per pochi” finanziata dallo Stato non è più sostenibile.

Guardate i conti e fate due calcoli: la Pinacoteca Zuest costa 770’000 franchi. Sapete quante sono le entrate? 30’000 Fr. all’anno. Un biglietto per adulti costa 10 Fr. il che vuol dire che è frequentata da circa 10 persone paganti al giorno. Per queste 10 persone al giorno lo Stato spende 2’500 Fr. al giorno. Ma lo stesso ragionamento possiamo farlo con il museo di storia naturale che al netto dei ricavi costa al Cantone quasi 2.4 milioni…

Per l’amor del cielo: fanno tutti un lavoro meraviglioso ma in alcuni casi l’offerta di questi servizi diventa un lusso. Prima dei lussi, quando ci sono sacrifici da fare, devono essere salvate le funzioni essenziali, concrete, e rivolte alla maggioranza dei cittadini.

Diamo oggi il segnale ai nostri concittadini in difficoltà che la retorica dei sacrifici non è appunto solo vuota retorica. Che tutti devono fare sacrifici e che, non ci sono vacche sacre in tempi di vacche magre.