Gentile Presidente, Onorevoli consiglieri di Stato, Care e cari colleghi,
Gli anni passano, ma i problemi rimangono.
Maggiori costi, minori ricavi: sembra il preambolo per una tempesta perfetta. E in effetti lo è.
È evidente che anche nel 2023 non si è riusciti a gestire efficacemente le risorse pubbliche: continui superamenti dei preventivi, aumento indiscriminato delle spese e mancanza di una pianificazione finanziaria oculata.
Il controllo rigoroso delle finanze pubbliche è essenziale per garantire trasparenza, responsabilità e sostenibilità finanziaria.
Ma di questo rigore non si vede traccia, purtroppo.
Già un anno fa, nella discussione sui consuntivi 2022, mettevamo in evidenza che l’aumento delle spese per il personale e l’assenza di una pianificazione finanziaria solida stavano portando a scostamenti significativi. Oggi purtroppo constatiamo che gli stessi problemi persistono, con un ulteriore aumento delle spese e un’incapacità di implementare misure correttive efficaci.
Una gestione delle finanze pubbliche efficace e trasparente crea fiducia nei cittadini verso la politica, migliora la qualità dei servizi pubblici e promuove uno sviluppo economico sostenibile. Nemmeno di questo si vede traccia.
I conti consuntivi che ci apprestiamo a votare appaiono ingannevolmente migliori grazie a maquillage contabili e a fattori eccezionali. Eccone alcuni esempi. La rivalutazione della partecipazione a bilancio di Banca Stato (40 milioni) ha permesso di attenuare l’andamento catastrofico del capitale proprio che ora si attesta a -180 milioni di franchi. Già, avete capito bene: meno 180 milioni di franchi!
Il nostro capitale proprio è negativo dal 2006 con la sola eccezione del 2019.
Ma i miglioramenti “fake” non sono finiti: rivalutazioni delle partecipazioni in beni amministrativi, versamenti straordinari da parte delle aziende “cantonali”, scioglimenti di accantonamenti. Voci che possono forse ingannare qualche cittadino disattento. Ma almeno a noi, seduti in questa aula, devono far suonare non un campanello d’allarme, ma un campanile!
Altro che sforzi e misure di contenimento!
E nessuno sforzo è stato intrapreso dal DECS per migliorare la previsione dei suoi conti. A malincuore, constatiamo che le criticità segnalate nell’approvazione dei conti 2022 non hanno trovato soluzione. Ironicamente, la frase più ricorrente nei commenti di questo Dipartimento è che il superamento dei costi è “dovuto a una sottostima del costo in sede di preventivo”.
Care colleghe, cari colleghi, è necessario fare molto meglio di così.
Se le finanze pubbliche del Cantone vanno male, non è colpa della pandemia, della guerra in Ucraina o del conflitto in Medio Oriente.
Se le finanze pubbliche vanno male, la responsabilità è delle decisioni prese in questa aula.
Da un anno a questa parte Avanti con Ticino&Lavoro si oppone a investimenti non prioritari e la ragione la vediamo oggi. Questi investimenti generano costi: ammortamenti e interessi che tolgono risorse alle misure sociali per i cittadini.
Per questo, niente lacrime da coccodrillo, né ora, né tra qualche mese quando dovrete chiedere ai cittadini sacrifici. Gli indicatori delle finanze pubbliche sono chiari: bisogna agire.
È tempo di muoversi con determinazione per riformare le pratiche di gestione finanziaria, garantendo che ogni decisione sia guidata dai principi di trasparenza, efficienza e responsabilità.
Dobbiamo dimostrare ai cittadini che siamo capaci di amministrare al meglio le loro risorse.
Solo attraverso un controllo rigoroso e una gestione prudente delle finanze pubbliche possiamo ripristinare la fiducia dei cittadini e assicurare un’economia sana.
La gestione inefficiente delle risorse pubbliche è responsabilità della politica.
Noi non ci tiriamo indietro e ci assumiamo il peso delle nostre decisioni, ma solo delle nostre.
Anche in questo caso, senza pregiudizi e senza dogmi. Sosterremo o meno l’approvazione dei conti in funzione dei diversi dipartimenti.
