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alternative

1. Lavoro per i residenti

Preoccuparsi dei posti di lavoro per chi vive in un territorio non è xenofobia nè razzismo. Non è “primanostrismo”. È semplicemente una buona idea da tutti i punti di vista: occupazionale, economico, sociale. Posti di lavoro ben pagati per i residenti è quello che vogliamo !

Il Cantone deve collaborare con le nostre aziende a un piano strategico per creare posti di lavoro ben pagati per chi vive qui. Bisogna aiutare le aziende che creano occupazione per i residenti, che permettano ai nostri ragazzi di rimanere qui, costruirsi una famiglia, avere dei progetti di vita.

2. Più posti di lavoro della Confederazione in Ticino

Negli ultimi vent’anni il Ticino è il cantone che ha sofferto maggiormente a causa della libera circolazione, con una pressione enorme sui salari e in vari settori una pura e semplice sostituzione di lavoratori residenti con lavoratori frontalieri. Non è andata dovunque così, in Svizzera: cantoni come Zurigo o Basilea hanno ottenuto grandi vantaggi dalla libera circolazione.

La differenza in termini di salari o di posti lavoro continua a crescere e la Confederazione deve intervenire per invertire la rotta portando posti di lavoro in Ticino. In fondo sono le autorità federali ad aver spinto sull’acceleratore della libera circolazione che ha provocato tanti disagi in Ticino. È giusto che le autorità federali contribuiscano a risolvere i problemi che hanno contribuito a creare.

3. Una formazione che avvantaggi i nostri ragazzi

I ragazzi e le ragazze che studiano in Ticino quando cercano un lavoro si trovano confrontati con una concorrenza enorme dei frontalieri. Questi ragazzi che arrivano da oltre confine sono ben preparati, capaci e, purtroppo, disposti a lavorare con paghe con le quali in Svizzera è impossibile vivere.

La scuola ticinese deve differenziarsi dalla scuola lombarda in particolare creando posti d’apprendistato e formazioni che portino a un lavoro stabile. Perché è anche nell’ambito della formazione che possiamo contrastare la concorrenza sul costo del lavoro che penalizza ragazze e ragazzi residenti.

4. Riforma orientamento professionale

I ragazzi e le loro famiglie sono confrontati con difficili scelte scolastiche e professionali. Oggi il servizio di orientamento non fornisce una mano concreta nel capire quali scelte aiuteranno i ragazzi a scegliere un percorso professionale che ne soddisfi gli interessi e permetta loro concretamente di trovare un lavoro ben pagato in Ticino.

Inoltre, ancora oggi troppe famiglie faticano a trovare un posto di apprendistato per i figli dovendo ripiegare su formazioni a tempo pieno rimandando quindi l’entrata sul mercato del lavoro.

5. Riforma URC

Corsi per fare il curriculum vitae a persone con esperienza che hanno perso il lavoro a 50 anni? Un mare di proposte di impiego inaccettabili ? Sentirsi trattati con superficialità e sospetto come se perdere il lavoro fosse una colpa ?

Questa è l’esperienza di molte persone che sono passate da un Ufficio Regionale di Collocamento (URC). Generalmente un’esperienza avvilente e poco utile. Tutto questo deve cambiare, chi è in disoccupazione deve essere aiutato concretamente per permettergli di trovare il prima possibile un lavoro.

6. Riforma assistenza

Oggi chi finisce in assistenza rischia di restarci per sempre. Il servizio sociale va cambiato per permettere alle persone di uscirne il più velocemente possibile trovando un nuovo posto di lavoro e rientrando nella società.

Questo significa accompagnare veramente le persone seguendole passo a passo nel loro percorso. Un cambiamento organizzativo e culturale dell’assistenza s’impone !

7. Basta con la casta

Perdere un concorso pubblico perché un nipote raccomandato vi sorpassa o vedersi soffiare un appalto dal concorrente che non è meglio di voi ma è del partito “giusto”.

Vedere la politica che si spartisce i posti nei CdA delle aziende pubbliche e nella magistratura, con il consueto avvilente spettacolino della politica che si divide le spoglie. Tutto questo deve finire ! Le persone vanno scelte in base alle loro competenze e i cittadini devono avere il maggior potere possibile.